Meshuggah: Alive

Gli svedesi Meshuggah (autori di pietre miliari della musica estrema quali Destroy Erase Improve e Chaosphere) sono pronti a lanciare nei prossimi giorni la loro testimonianza live, ripresa durante il tour del loro ultimo LP Obzen.

Il progetto prevede l’accoppiata DVD/CD e l’uscita è prevista per domani in Europa e per il 9 febbraio negli USA.

La copertina è un esplicito omaggio ad Alien.

Buona visione!

Pubblicato in:  on febbraio 4, 2010 at 4:25 pm Lascia un commento
Tags: , , , , ,

Top 10: Court on the Street (Alan Moore, Gene Ha)

-”Eh, sai.. Voi Intelligenze Artificiali siete quasi troppo carini. Come faccio a toglierti la spina quando controllerai il mondo?”

-”Chiedimi il senso dell’esistenza ed esplodo. Forza, andiamo al lavoro.”

Pubblicato in:  on gennaio 25, 2010 at 6:59 pm Lascia un commento
Tags: , ,

Album consigliati: Neurosis – Through Silver in Blood

Tracklist:

1. Through Silver in Blood

2. Rehumanize

3. Eye

4. Purify

5. Locust Star

6. Strength of Fates

7. Become the Ocean

8. Aeon

9. Enclosure in Flame

Durante la loro lunga carriera i Neurosis sono stati definiti nei modi più disparati, da ‘post-hardcore’ a ‘progressive metal’, ‘ambient’, ‘doom’ ecc., ma in realtà sono impossibili da definire a causa dell’alto livello di sperimentazione presente in quasi tutti i loro lavori (caratterizzati generalmente da partiture complesse, bassi distorti, riff malvagi, percussioni tribali, suoni elettronici e industrial, atmosfere oscure, stacchi hardcore, voci angoscianti e angosciate).

Through Silver in Blood (1996) è il quinto LP dei Neurosis e segue due lavori già molto innovativi e devastanti quali Souls at Zero e Enemy of the Sun, in cui i californiani avevano sperimentato con gli elementi sopra citati. Through Silver in Blood fa leggermente meglio dei dischi precedenti (e dei successivi) fondamentalmente perché riesce ad essere ancor più complesso, caotico, estremo e feroce.

La lunga title-track apre il disco con un crescendo di tutte le caratteristiche già citate (in particolare suoni industriali, riff pesanti, rumori disturbanti, urla ipnotiche e ripetitive). Già sopravvivere a questo pezzo è impresa ardua. Rehumanize e la successiva Become the Ocean sono due intermezzi utili a fare da collante in un alcuni passaggi del disco (che va assolutamente ascoltato come un’unica entità). Eye è una delle canzoni più volente e pesanti mai scritte, in particolare grazie al basso in primo piano alle voci impazzite che si alternano. Purify è un brano lungo e complesso, che parte con una melodia piuttosto semplice e tranquilla che si trasforma ben presto in un delirio di suoni ed urla estreme per poi terminare in gloria con l’accompagnamento di una desolante cornamusa. Anche Locus Star parte tranquilla per poi esplodere grazie ad un riff epico che rende il pezzo particolarmente impattante e coinvolgente a livello emotivo. Stesso discorso per Strenght of Fates, che rimane tranquilla per i primi sette minuti ma si conclude con la solita esplosione di violenza e disperazione. Aeon rappresenta forse il climax dell’album ed è una delle tracce più complesse, con la sua partenza ‘ambient’ stile marcia funebre, una fase centrale violenta e cupa, un lungo passaggio ‘cosmico’ con il riff più emozionante dell’album e il finale affidato a violino e pianoforte. Ma la tortura non è ancora terminata: Enclosure in Flames con il suo andamento lento e la voce estremamente sofferta conclude l’esperienza nella maniera più cupa possibile.

Raramente nella storia della musica il nome di una band ha riflesso in maniera così precisa il proprio stile musicale e le sensazioni che esso sa trasmettere. Eppure è innegabile che ascoltare un disco dei Neurosis (in particolare questo) equivalga ad immergersi totalmente in uno stadio che sta a metà tra il nevrotico (per l’appunto) e il catartico (per quanto si tratti di una catarsi oscura e malata). Non vanno dimenticati i testi, che sono praticamente speculari alla musica, ovvero estremamente oscuri e misteriosi.

Consigliato in particolar modo durante le sedute settimanali di yoga.

Pubblicato in:  on gennaio 21, 2010 at 5:38 pm Lascia un commento
Tags: ,

Copertine simpatiche: Burzum – Aske

Abbiamo parlato recentemente del ritorno di Varg Vikernes e del suo progetto musicale Burzum.

Vale la pena ricordare che nel 1993 il nostro amico norvegese se ne uscì con un EP (intitolato Aske, ovvero ‘cenere’) che raffigurava in copertina una foto dello ’scheletro’ di una chiesa (più precisamente la Stavkirke di Fantoft) poco dopo la sua distruzione causata da un incendio doloso. Indovinate chi fu considerato il principale indiziato dell’accaduto?

Eh sì. Varg sapeva proprio come fare a farsi notare!

Non solo: un’edizione limitata del disco presentava uno zippo come allegato omaggio. (“Adopt, adapt, improve”)

Questa è classe.

Gioco della settimana: trova le differenze

Pubblicato in:  on gennaio 11, 2010 at 10:25 pm Lascia un commento
Tags: , , , ,

The Dillinger Escape Plan: Option Paralysis

Prevista per marzo l’uscita del quarto LP (intitolato Option Paralysis) del gruppo proveniente dal New Jersey.

Dopo l’esordio devastante del ‘99 (Calculating Infinity) e discreti dischi ed EP successivi, non possiamo che attendere fiduciosi.

Pubblicato in:  on gennaio 9, 2010 at 8:37 pm Lascia un commento
Tags: , ,

The League of Extraordinary Gentlemen: Volume 2 (Alan Moore, Kevin O’Neill)

“Il suo genio? Chi, Jekyll? Ahr ahr ahrr. Jekyll è una zitella presbiteriana spaventata dalle sue stesse erezioni. Probabilmente ci ha condannato entrambi.”

Reunion mania: Soundgarden e Litfiba

Tempo di reunion!

Nel suo sito ufficiale (http://www.chriscornell.com/news/) Chris Cornell annuncia la news in questione. Anche lui e i suoi amici di Seattle devono essere a corto di soldi, un po’ com’è capitato ai nostri Ghigo e Piero qualche settimana fa:

Notare in  particolare Pelù che per l’occasione si è apparentemente ’sfrocizzato’  e si è rifatto il look dei tempi di El Diablo / Terremoto (addirittura lo stesso orecchino di allora..)

Pubblicato in:  on gennaio 4, 2010 at 4:07 pm Lascia un commento
Tags: , , , , ,

Album consigliati: My Dying Bride – The Angel and the Dark River

Tracklist:
1. The Cry of Mankind
2. From Darkest Skies
3. Black Voyage
4. A Sea to Suffer in
5. Two Winters Only
6. Your Shameful Heaven

Forse il capolavoro assoluto dell’intero genere ‘Doom Metal’, The Angel and the Dark River è uno di quegli album che si ascoltano dall’inizio alla fine come fosse un’unica entità, un unico flusso (di disperazione). Uscito nel ’95 è di certo il disco più riuscito della carriera del gruppo inglese, un passo avanti rispetto al pur ottimo esordio Turn Loose the Swans (caratterizzato dalla stessa malinconia ma anche da momenti più rabbiosi e violenti).

L’album è composto di sei angoscianti monoliti di pura depressione: l’interminabile The Cry of Mankind (riff maestoso, pianoforte struggente); la regale From Darkest Skies (introdotta da un basso pesantissimo e sviluppata nella parte centrale da organo, violino e chitarra); la romanticissima Black Voyage (nuovamente con il violino protagonista assoluto e con una parte centrale allucinata, dominata da una voce profonda e da un basso logorante). A Sea to Suffer in ci accoglie con un pianoforte poetico e il solito memorabile riff di chitarra. Il violino rimane ancora in primo piano ed emerge anche un ottimo lavoro di batteria. Il romanticismo disperato del cantante emerge soprattutto in Two Winters Only, dove compare anche una chitarra acustica prima del climax centrale che riporta la canzone sui toni delle tracce precedenti. L’album si conclude con Your Shameful Heaven, un pezzo molto più tirato e aggressivo dei precedenti.

I testi sono piuttosto curati (nonostante il prevedibile abuso di termini quali tears, cry, suffer, black etc..) e parlano di solitudine e disperazione, con vari riferimenti ad amori perduti e alla religione. La voce è cavernosa, cupa, sofferente. Non aspettatevi prodezze tecniche o assoli complicati: la musica della “Sposa morente” si basa su riff ripetuti, ritmi lenti e monocordi. Proprio grazie a questi elementi ne risulta un lavoro imponente, dal forte coinvolgimento emotivo.

Consigliato in particolar modo alle feste di compleanno, di laurea o agli addii al celibato.

Pubblicato in:  on dicembre 29, 2009 at 9:28 pm Lascia un commento
Tags: , ,

The Sandman: A Hope In Hell (Neil Gaiman, Sam Kieth)

“Chiedetevi, tutti voi.. Quale potere potrebbe mai avere l’inferno se coloro che vi sono imprigionati non fossero in grado di sognare il paradiso?”

Pubblicato in:  on dicembre 27, 2009 at 6:04 pm Lascia un commento
Tags: , , ,

Copertine simpatiche: Carcass – Reek of Putrefaction

Grandissimo gruppo estremo inglese, i Carcass esordirono nel 1988 con l’album Reek of Putrefaction (“il puzzo della putrefazione”).

La copertina è uno splendido collage di fotografie di autopsie che fa impallidire un qualsiasi quadro cubista di Picasso:

Anche in questo caso la copertina ha subito una successiva censura. La prima versione censurata del disco mostrava vari disegni di parti anatomiche. La ristampa del Cd del 2002 presentava invece un sfondo nero con la scritta “Original artwork contained inside”.

Pubblicato in:  on dicembre 22, 2009 at 11:53 am Lascia un commento
Tags: , ,